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Quando le piante non vanno in vacanza

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Ieri sera a cena, con nostro grandissimo orgoglio, abbiamo mangiato la pasta col pesto, patate e fagiolini preparato col basilico e i fagiolini del nostro orticello da balcone. Devo ammettere che è stata davvero una bella soddisfazione, sia per noi grandi che per il nostro nano che ha raccolto in prima persona le verdurine che ha visto crescere giorno dopo giorno. Questa piccolissima autoproduzione ci ha tanto esaltato che, visto anche l’arrivo del caldo e l’avvicinarsi delle vacanze, ho cominciato a preoccuparmi della sopravvivenza delle nostre piantine mentre saremo in vacanza. Stamattina dunque sono andata in cerca di consigli e soluzioni fai da te da attuare nel caso in cui non ci sia nessuno che possa pensare al nostro verde mentre siamo via. Ho trovato alcuni rimedi già noti e altri invece che non conoscevo e che ho trovato molto utili e facili da realizzare.

Innanzitutto una serie di regole generali che valgono sempre: è sempre buona norma lasciare dei recipienti pieni d’acqua vicino ai vasi in modo tale da creare un ambiente umido. Inoltre se lasciate le vostre piante in casa ricordatevi di non lasciarle al buio, mentre se invece si trovano all’esterno sistematele tutte addossate l’una all’altra nell’angolo in ombra o comunque meno soleggiato in modo tale da ricreare un microclima umido nel quale le piante più alte ombreggeranno le più basse e viceversa queste ultime manterranno in ombra la terra delle più grandi.

Se si sta via solo pochi giorni sarà sufficiente innaffiare abbondantemente le piante prima di partire, ma se le ferie durano di più bisognerà adottare alcuni accorgimenti. Il più noto è senz’altro quello di utilizzare le bottiglie di plastica.

Fonte: Unadonna.it

Fonte: Unadonna.it

Il sistema è semplicissimo: in base alla dimensione del vaso e della pianta basterà scegliere una bottiglia da mezzo litro o più grande e praticarvi dei fori sul tappo e sul fondo per permettere la fuoriuscita dell’acqua. Quindi, una volta riempita, la bottiglia andrà posizionata col collo ben inserito nella terra (o anche col fondo come nell’immagine di sopra, dipende dallo spazio a disposizione). Ciò garantirà un rilascio graduale dell’acqua nella terra.

Fonte: Ideegreen.it

Fonte: Ideegreen.it

Un sistema più “raffinato” ma sempre di facile realizzazione è quello del sifone comunicante. Per ottenerlo dobbiamo prendere un recipiente abbastanza grande, riempirlo d’acqua e posizionarlo vicino alle piante, meglio se in posizione leggermente sopraelevata. Dopo di che si devono prendere delle strisce di stoffa (o di stoppino o di stuoia filtrante in vendita nei vivai) e, dopo averle bagnate per bene, sistemarle con un capo sul fondo del recipiente e l’altro capo inserito nella terra per almeno 2-3 cm. Ovviamente il numero delle strisce dovrà essere proporzionale alla grandezza del vaso da innaffiare (così come anche il recipiente con l’acqua). Per capillarità l’acqua passerà dal contenitore alla terra.

Fonte: Greenstyle.it

Fonte: Greenstyle.it

Nel caso in cui le piante siano molte, sempre sfruttando il principio di risalita per capillarità, si può usare una stuoia filtrante. In tal caso si posiziona una bacinella piena d’acqua in posizione inferiore rispetto ai vasi e si immerge un lembo di tale stuoia nell’acqua, mentre l’altro andrà posizionato sotto i vasi. L’immagine che ho trovato non è un granché, ma almeno rende l’idea.

Fonte: Elicriso.it

Fonte: Elicriso.it

E con questa soluzione è tutto, non mi resta che augurarvi (e augurarmi) in bocca al lupo!

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